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19 giugno 2010

Il computer: si è roooot!


Il blog è in piena agonia, non nascondiamoci dietro un bit.

Inizialmente non ho avuto molto tempo, in seguito c'è stato un periodo in cui non ho avuto nessuna voglia, adesso sono senza computer da due settimane e non so fino a quando.

Il computer si è rotto e la cosa bella e che non si capisce neanche bene cosa di preciso. Nel frattempo si aspetta e sfrutto quando posso (come adesso)la connessione al lavoro.

A (si spera) presto!

28 aprile 2009

L'ottava vibrazione - Carlo Lucarelli


Romanzo corale di quelli che piacciono a me.
Ambientato nella Massaua di fine Ottocento con l'incombere della battaglia di Adua, si svolgono parallelamente le vicende dei vari personaggi in una atmosfera morbida, sensuale e (ovviamente) esotica. E come tutte le vicende parallele finiranno per incontrarsi nella indifferente guerra che se ne fregherà di tutto passandoci sopra.
Gli Uomini e la Storia, non è chiaro se siano loro a fare la seconda o viceversa.


Riferimenti:
- C. LUCARELLI;
L'ottava vibrazione; Einaudi, Torino 2008

18 febbraio 2009

E lo stomaco implora: "Chiudi gli occhi"


Milano, 17 febbraio 2009 - Il Tribunale di Milano condanna l'avvocato inglese David Mills a 4 anni e 6 mesi più 250milaeuro per aver ricevuto 600milaDollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Silvio Berlusconi.

...CONDANNATO... (esiste un reato dunque)

...CORROTTO... (esiste un corruttore)

...FALSA TESTIMONIANZA... (esistono precedenti processi da rivedere)

Naturalmente chi ha corrotto e beneficiato della falsa testimonianza non è stato processato, e quindi non sarà perseguibile, per via di un certo Lodo Alfano che impedisce qualsiasi procedimento giudiziario (anche dopo-mandato) alle alte cariche dello Stato.


...IMBARAZZO...


22 gennaio 2009

Gaza2009 - Senza Parole

...



... ed ogni ulteriore commento è superfluo.



Riferimento Fotografico:
Nella foto, il funerale di Lama Hamdan, 4 anni, nel cimitero di
Beit Hanoun, nel nord della Striscia di Gaza. Lama e la sorella sono state uccise mentre si trovavano per strada durante un bombardamento.(dal Blog di Luca Enoch)

13 settembre 2008

Quando l'ignoranza fa più danni dell'odio


Un certo Michelangelo La Rocca scrive: Quando ho letto che la giunta di centrodestra del Comune di Comiso aveva cambiato l'intitolazione dell'aereoporto locale a Pio La Torre, sono rimasto esterefatto. La vergogna è prevalsa sull'indignazione. Mi sono vergognato di essere italiano e siciliano. Mi sono sentito un traditore di Pio e di non meritare il suo altissimo sacrificio. Comunista, pacifista e per giunta contro la mafia: tre caratteristice inaccettabili nell'Italia e nella Sicilia di oggi, che non sopportano la memoria, il ricordo di figure così limpide, così alte, così eroiche.

Michele Serra nella sua rubrica sul Venerdì della Repubblica risponde: ...sono rimasto esterefatto anche io, che siciliano non sono. Ho immaginato la soddisfazione dei mafiosi. L'umiliazione di chi ha combattuto e combatte il crimine, e la speciale mortificazione della Sinistra siciliana erede di lotte sociali aspre, coraggiose e bagnate col sangue. In primo momento ho pensato che il motore di una decisione così meschina fosse l'odio politico. Anzi, me lo sono augurato: l'odio appartiene (purtroppo) alla durezza della politica. Ma poi leggendo gli sviluppi della vicenda e le dichiarazioni dei governanti di Comiso, mi è parso di cogliere altro, e forse peggio: l'ignoranza. Un atto innescato più dalla sciatteria civile, dall'impreparazione culturale, che dalla pura faziosità politica.
Le dico francamente che questa ignoranza mi fa paura almeno quanto l'odio di parte. Perché se l'odio di parte è in qualche modo mediabile, e rimediabile, dalla dialettica politica, l'ignoranza non lo è. Sapere chi fu Pio La Torre e perché morì (ebbe l'ardire di promuovere una legislazione antimafia molto drastica), mette in condizione di scegliere se essere dalla sua parte oppure no, onorarne la memoria oppure rinnegarla. Ma non saperlo abbastanza, oppure non saperlo affatto, e dunque giudicare la titolazione di un aereoporto in base a vaghe ripicche politiche, a beghe toponomastiche come ce ne sono tante, espone solamente al ridicolo...

Inutile dire che mi sono ritrovato in pieno con queste linee di pensiero. E non solo perché parlano di una figura vicino al mio modo di vedere politico ma perché ormai convinto di una effettiva deriva culturale che tende ad emarginare la storia. Ci vogliono ignoranti, ci vogliono pecore.
E credo che queste siano tematiche bipartisan, ideologie, non politiche, ma civili. La mafia non ha colpito le idee politiche (vittima fu La Torre, comunista, come lo fu Paolo Borsellino, miessino) ma le persone, e Rita Borsellino disse: Spesso ho la sensazione che, alle commemorazioni ufficiali, qualcuno venga per accertarsi che Paolo sia morto davvero. Perché fa ancora paura, anche da morto.



Riferimenti:
- Chi era Pio La Torre? leggi, leggi
- I principi elaborati da Pio La Torre per la legislazione antimafia furono utilizzati dopo la sua morte e nel 2000 presi ad esempio dall'ONU nella conferenza sulle criminalità organizzate.
- Il titolo di questo post riprende il titolo scelto da Serra per la sua rubrica.
- Gli scritti riportati fanno parte della rubrica "Per Posta" di Michele Serra sul numero 1069 del 12 settembre 2008 de "Il venerdì di Repubblica".


25 giugno 2008

Sareste sicuri di voler incontrare un angelo?



Gironzolando su YouTube non vado a trovare questo trailer su una delle mie serie animate preferite. Essendo una serie di culto un po' in tutto il mondo di trailer se ne trovano a bizzeffe ma questo mi attira particolarmente.

Riferimenti:
- "Neon Genesis Evangelion" è una serie in 26 episodi di Hideaki Anno realizzata dallo studio Gainax nel 1995.

02 giugno 2008

I bambini delle Mosche


Il Signore delle Mosche.

Durante un conflitto planetario un aereo precipita su un'isola deserta, i naufraghi sono un gruppo di bambini e ragazzini alle prese con una improvvisa ed imprevista libertà.
Può sembrare il precursore della serie televisiva "Lost" ma qui tutto si fa gradualmente più cinico e spietato, anche qui vediamo il formarsi di gerarchie e di tentativi di organizzazione sociale, abbiamo una misteriosa presenza, ad un certo punto avremo anche "gli altri" e la sensazione di un esperimento documentaristico ma siamo lontani dal controllo razionale che mantengono i bellocci personaggi visti in tv. I piccoli uomini del romanzo iniziano vivendo l'esperienza come un gioco, sembra quasi che non vogliano essere ritrovati che possano costruire una società ideale ma per i ragazzini è facile accantonare il loro rapporto con la perduta civiltà a favore dell'irrazionale e del selvaggio, i "bambini perduti dell'isola che nn c'è" hanno smarrito la loro guida e gli ordini precostituiti dell'uomo moderno non hanno più senso sconfitti da una nuova bestiale moralità.

L'isola deserta ha sempre avuto il suo fascino forse perché ci stimola nell'immaginarci in prima persona alle prese con una situazione così estrema, convincerci di avere le soluzioni ai problemi e che la nostra esperienza e il nostro ingegno di esseri superiori basti ad ovviare a delle oggettive difficoltà ma durante il libro i nostri consigli, che suggeriamo di nascosto ai protagonisti, vengono regolarmente disattesi e non possiamo neanche sperare nei canonici risvolti narrativi poiché nell'isola le regole non sono quelle dell'uomo ma quelle della natura.

La società come un orpello, la morale rivista nel nuovo contesto, l'instinto elevato a primo referente; William Golding, l'autore del libro, ci mostra una umanità senza retorica in cui l'uomo deve fronteggiare la propria ancestralità, la propria natura non ancora domita da pochi millenni di civile autocontrollo.


Riferimenti:
- W. GOLDING, Il Signore delle Mosche, UK 1954
- L'immagine è tratta dalla trasposizione cinematografica del 1963 diretta da Peter Brook
- William Golding, premio nobel per la letteratura nel 1983

27 maggio 2008

Joe Sacco, Frontline Pencil


Joe Sacco è un giornalista maltese, lavora in America e nel 1996 vince l'American Book Award. Si è specializzato in reportage tra i quali alcuni realizzati seguendo le tourneé di band musicali ma i suoi lavori più celebri sono dei documentari in cui narra i suoi viaggi in zone di guerra, Palestina e Gorazde.
Usa la macchina fotografica ma solo per appuntarsi dei ricordi, usa la penna ma per farci didascalie, il mezzo col quale si esprime sono le chine dei suoi fumetti.

Joe Sacco è l'autore dell'immagine di questo post e il suo inserimento nasce in collegamento con il post precedente. La tavola di Sacco lavora con un controcampo fra vista aerea e vista verso il cielo.
Questa però non è un'immagine da turista. Una Splash page di un mercato pieno di vita, le scene sono quelle di un qualunque mercato del mondo; banchetti, venditori che mostrano la loro merce, gente che guarda, donne con buste, bambini per mano, insomma persone nel pieno della loro quotidianità.
La scena è immobile nella sua eternità potrebbe essere ovunque e in un qualsiasi momento. Di contro vi sono quattro piccoli riquadri che incombono sulla scena, quattro vignette raffiguranti la proiezione del cielo sovrastante e che scandiscono il materializzarsi di un oggetto. Una bomba cade e la sequenza esprime il tempo della sua inevitabile discesa. Terra e cielo si fronteggiano nella loro intangibilità, due dimensioni differenti che paiono ignorarsi fino al punto di contatto. Un punto di contatto che rimane tragicamente in sospeso, non serve vedere l'attimo successivo, il senso della tragedia sta tutto in quell'istante prima dell'impatto.

In Tv quante volte abbiamo sentito parlare di bombe sui mercati, abbiamo letto cifre di vittime e feriti, guardato scene di distruzione e disperazione, ma rimangono immagini lontane da noi, da guardare senza riuscire ad afferrarne in pieno l'orrore. Joe Sacco invece riesce a tresmetterci empaticamente il dramma, non è una semplice notizia me sono delle persone, noi non siamo più lettori ma impotenti spettatori che non potranno pensare "non mi riguarda".

Riferimenti:
- http://en.wikipedia.org/wiki/Joe_Sacco

- Galleria immagini
- J. SACCO; Goradze, Area Protetta; Mondadori 2006
- J. SACCO; Palestina; Coconino Press 2002