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10 febbraio 2011

Ok, non andrò a vederlo


DYLAN DOG CON LA CAZZOTTIERA?

NON SERVONO PIANI MA SOLO UNA PISTOLA PIU' GROSSA????????



Allora con calma. Non ho mai preteso la perfetta fedeltà fra un originale ed una sua trasposizione, sono abbastanza intelligente da capire la differenza fra diversi linguaggi, fra cinema e fumetto o fra cinema e letteratura o fra cinema e qualsiasicosasivoglia. Ho sempre sghignazzato quando nei cinema sentivo gente che diceva frasi tipo: ma il libro è diverso, ma non è così, etc etc.
Da una buona trasposizione solo una cosa ho sempre preteso: che si rispetti l'idea di fondo, l'essenza dell'originale. Poi tutto il resto è mestiere.
Ma questo trailer sul film di Dylan Dog fa cadere le braccia anche senza essere zombie! Non mi aspettavo chissà quale raffinatezza, sia chiaro, ma qui di DYD c'è solo il nome e la camicia rossa. Il personaggio è totalmente violentato (e non sto parlando sul "se c'è o non c'è groucho" o sul colore della macchina etc etc.) ma parlo del senso del personaggio. Un Dylan con la cazzottiera che si bulla con tanto di frase: non servono piani, serve solo una pistola più grossa. UNA PISTOLA PIU' GROSSA??????? Questo è un altro personaggio e a questo punto non capisco perchè gli americani abbiano sentito la necessità di utilizzare un fumetto italiano che per quanto possa aver avuto successo anche negli States credo lì sia piuttosto di nicchia per poi trasformarlo in uno stereotipino stramasticato.
Un film brutto ci poteva stare, una cattiva trasposizione al limite anche, ma un prestanome no grazie.

03 febbraio 2011

LA FORZA

Resuscito dalla tomba per segnalare questo stupendo spot! Da vedere e rivedere.



Se questo spot non arriverà anche in Italia la dirà lunga su quanto siamo diventati culturalmente rozzi... ecco l'ho detto!

04 dicembre 2010

PUGLIA! PUGLIA! PUGLIA!

Sarò scontato, sarò autocelebrativo, sarò facilmente emozionabile, sarò provincialotto, sarò tutto quel che volete, ma a me fa sempre un piacevole effetto vedere la mia terra.

26 novembre 2010

San Nicola [Evil edition]

Per la serie "i film che non pensavo esistessero davvero e che invece esistono". Applaudo per il coraggio del solo pensarle certe scene. E poi che gli olandesi girassero film horror mi è nuova. E con che stile...

10 settembre 2010

Somewhere


AVVERTENZA: se non ti vuoi subire tutte le cazzate che ho scritto e vuoi arrivare subito al dunque, scrolla fino a fine post dove sintetizzo il tutto in un voto.


Da un sacco di tempo che non andavo al cinema, veramente tanto. E non saprei dire se ciò ha influenzato nel bene e nel male.

E poiché una premessa l'ho già fatta, tanto vale farne subito una seconda. Con mia sorpresa scopro che non avevo mai visto un film di Sofia Coppola. Niente "lost in traslation" o "giardino delle vergini suicide", ne tanto meno "Marie Antoinette".

"Somewhere" è un film afilmico. Nel senso che fa di tutto per annullare le caratteristiche cinematografiche. Tempi dilatati all'inverosimile, punti di vista statici, suoni presi nell'ambiente, no frasi perfette o mosse fighe.
La storia non ha punti nascosti, ingarbugliamenti, sorprese o ribaltamenti, solo la vita terribilmente quotidiana di una star holliwoodiana.
Il film genera scontento, lento, noioso e senza una vera e propria storia. Senza senso vien da dire. Ma un senso ce l'ha, così come lo hanno le sue scelte stilistiche. Scelte che infondo capisco anche se la regista, forse, è stata troppo intransigente nel costringere lo spettatore a seguire i suoi tempi.
Quindi di cosa parliamo. Ve lo scrivo in due punti.
1) Il senso della storia secondo me: Il concept è minimale ovvero la vita trascorsa in maniera sterile, senza sguardi al futuro o al passato ma solo concentrata al far passare il presente. Nel film è estremizzata nella vita da perdigiorno da star ma nella realtà potrebbe rappresentare la vita di tanti di noi, nelle giornate perse pensando solo a sopravvivere o a vivere meccanicamente solo per potersi risvegliare l'indomani e ricominciare da capo. In questa inerzia quello che può essere un avvenimento da poco (come lo stare qualche giorno di più con la figlia) può scatenare una presa di coscienza (quasi invisibile esteriormente) che ti da un senso nuovo alla vita. E lo si legge negli occhi.
2) Lo stile cinematografico secondo me: E' quasi un documentario, la vita di questo immaginario attore ha tutti quelli elementi da sogno (donne, auto, piscine, feste, holliwood) ma visti in maniera direi iperealista che ne tolgono ogni carattere appetibile. Generalmente li si rappresenta con scene veloci, luci mirate, musiche a palla, atteggiamenti fighi. Qui no. Un giro su una Ferrari è da sogno, ma interminabili giri su una pista tonda scocciano; due ballerine bionde di lapdance sono fighe ma vederle in monoinquadratura per tutto il brano della canzone(con l'audio realmente pessimo da stanzetta d'albergo) fanno venir sonno; vivere a holliwood... wow, peccato che sia soltanto una serie di strade. E così via. Il tempo non trascorre mai in sala nel ricreare il senso di quello stile di vita votato al niente. E qui non so dire se Sofia Coppola esagera con questa sua dilatazione degli attimi che diventano minuti e diventano spesso sbadigli. La banalizzazione e la noiaa in fondo fanno parte del gioco però rende il film non estremamente digeribile. Però ha un senso e uno spettatore paziente lo capisce.
Poi da un certo punto in poi il film rimane lo stesso. Continua ad andare lento ma si ha un impercettibile punto di svolta. Il protagonista pian piano (molto piano) non dico si renda conto delle sue giornate vuote perchè in fondo lo sapeva già, ma forse inizia a capire che può anche cercare di far qualcosa. Anche qui il far qualcosa non è che sia tradotto in chissà quale effettiva azione, è più che altro una sfumatura di atteggiamento. E all'interno di un cinema, dove lo spettatore ha pagato per veder accadere qualcosa, non sempre è una soluzione apprezzata.


In conclusione che ne penso? E' un film che ha i suoi motivi per essere visto, anche se non ho la giusta sensibilità che mi fa applaudire a fine proiezione. E di certo non è uno di quei film che hai sempre la voglia di vedere. Sintetizzando gli dò un 6 e mezzo.

25 marzo 2010

Ritornando da un comizio

Ieri sera, in vena di autolesionismo, mi son sentito il comizio di Rocco Palese. Tornato a casa, per ristabilire il contatto con la realtà, mi son sparato un film che a confronto con le chiacchiere del candidato del PDL sembrerebbe scritto da Giovanni Verga.

MEGA SHARK Vs GIANT OCTOPUS



Ero convinto che questo fosse solo un falso trailer invece vado a scoprire che il film esiste veramente, ed è terribilmente brutto. Anche Lorenzo Lamas pensavo non esistesse veramente, ma quello forse l'hanno ricostruito al computer. Per la serie se c'è da spararle che almeno siano belle grosse. Il film l'ho visto ed è una cazzata pazzesca, poi ho ripensato a Palese e ho deciso che non prenderò più aerei che sorvolano il mare.

In rete si trova persino la motivazione pseudo-scientifica di come sia possibile che uno squalo colpisca un aereo di linea al volo.
Piu o meno come le argomentazioni di Palese.

24 marzo 2010

Shutter Island


E' da tanto che non parlo di un film visto al cinema, e ne ho visti parecchi ultimamente.
In ogni modo.
Shutter Island di Martin Scorsese, con Leonardo di Caprio e il finale che, alla faccia dell'arguzia, ho capito solo stamattina e quindi....

SPOILER

SPOILER

SPOILER

Quando Di Caprio sembra essere ricaduto nella sua doppia personalità condannandosì alla lobotomia confida al suo medico/collega: Meglio morire da persona per bene che vivere da mostro. Il finale è aperto, potrebbe essere tornato pazzo, oppure avere ragione ed effettivamente nel manicomio lo hanno fregato oppure, così come l'ultima frase lascia intendere i medici sono riusciti veramente a farlo tornare normale ma lui preferisce fingere la ricaduta nella follia per farsi operare e fuggire dalla realtà (morire con la sua identità da brava persona, da eroe) piuttosto che vivere col rimorso (vivere da mostro).
Vi ho detto il finale, spero abbiate prestato attenzione agli avvisi di SPOILER.

29 gennaio 2010

Disordine


Il blog è rimasto un po' alla deriva ultimamente, e non perché non ci siano state cose su cui scrivere. Diciamo che alle sanotorie ora dovrei fare le sanatorie delle sanatorie.

Voglio puntare il gomito e ruotare l'avambraccio per fare ordine su questa scrivania piena di cose interessanti ma che vogliono un proprio posto; ho film, avvenimenti e cose proprie da sistemare prima che venga qualcuno a pulire e quindi a buttare tutto. Ormai ci tengo a voler riportare su questo mio spazio ciò in cui mi imbatto, è una sorta di memoria dell'incontro e della ricerca. Se inizialmente non sapevo che funzione dovesse avere il mio blog, se volevo far leggere o leggermi, ora so che per quanto possa farmi piacere la partecipazione di tutti i miei ospiti al primo posto ho il piacere di appuntare.

Ora veniamo allo spunto del mettere in ordine, esso nasce dall'immagine che vedete sopra e che giusto oggi ho trovato in rete: è la scrivania di Dylan Dog così come trapela dal set del film a lui dedicato dal cinema americano, dead of night. Onestamente non me l'aspettavo così, ero convinto che gli americani avrebbero approfittato del film per dare uno stile più "cool" al buon Dylan, ma da questo scatto sembra che l'angolo più privato del'investigatore dell'incubo sia alquanto fedele. Il modello della scrivania, il galeone "work in progress", il clarinetto, le cianfrusaglie, c'è persino una foto con due tizi travestiti da Groucho e Bloch. Forse inizio a cambiare idea sulla fattibilità di questo futuro film.


Riferimenti:
- Il film in produzione che omaggia Dylan Dog è previsto per il 2010 dal titolo Dead of night e con regia di Kevin Munroe. Dylan sarà interpretato da Brandon Routh.
- L'immagine è presa dal blog ufficiale della produzione del film ovvero cliccate QUI

23 dicembre 2009

A serious man


Un uomo mangia merda (in senso metaforico ovviamente) per tutto il film e lui mantiene la serietà richiesta ad un uomo adulto. Cornuto e mazziato e non vola neanche una parolaccia, fa domande e riceve solo risposte idiote, preso per il culo non gli prudono mai le mani. A dirla tutta una sorta di provvidenza sembra premiarlo peccato che all'unico (e pure comprensibile) cedimento arriva la punizione divina, secca e repentina.
Questa, ovviamente, è la mia chiave di lettura, non so se sia corretta ma è l'unica venuta fuori quindi facciamo ad accontentarci.
La pellicola ha scene interessanti però nel complesso è di difficile digestione. La storia è poco narrativa e non aiuta il contesto yiddish con i suoi termini immemorizzabili. Aggiungiamoci pure che si aveva la falsa aspettativa di un taglio alla Burn After Reading, aspettativa rivelatasi totalmente campata in aria.
Quindi in definitiva:
- Lo consiglieresti? No
- Ti è piaciuto? NI
- Ha un senso? In fondo SI

Riferimenti:
- J&E Coen; A serious man; USA 2009

30 novembre 2009

Cado dalle nubi

20 novembre 2009

Gli abbracci spezzati


Storia di una donna che per via di una rara sindrome non può sopportare gli accostamenti bicromatici; per uno scherzo del destino le consegnano un carico di noti biscotti da inzuppo nel latte di una nota marca italiana di prodotti per la prima colazione. Sarà costretta ad una scelta al limite, separare il cacao dalla panna dai gustosi frollini...

Ok basta cazzate, in realtà gli Abbracci sono spezzati solo perché non entrano sani nella tazzina del caffè.
Ok,ok,ok, non cambiate sito, la smetto veramente.

Bel film, trattato con la solita grazia di cui è capace Almodovar. Io non sono un amante della poesia, spesso è troppo forzata; Almodovar invece sa essere poetico con naturalezza, e quesa è una gran cosa, e la fotografia e le musiche sono cariche di evocatività.
Poi ad un certo punto ci sono le riprese di un film nel film, con il gazpacho e penso < certo che Almodovar è fissato col Gazpacho ... >, poi ci aggiunge come ingrediente un sacco di pastiglie di sonnifero e penso < ...vai a vedere che... >, noto il set e i colori <...bingo!> ed ecco una diverte autocitazione di "Donne sull'orlo di una crisi di nervi".

Altre curiosità, molto più stupide o per gente dozzinale come me sono:
- nello studio dello scrittore/regista, fra i modellini di robot sui mobili c'è anche una riproduzione del razzo spaziale di "Tintin: Obiettivo Luna" di Hergé.
- si vedono le tette della Penelope Cruz.
- c'è la sempiterna attrice col nasone di Almodovar in una piccolissima apparizione.
- mia sorella dice che il vestito di Penelope/escort sia preso pari-pari da un art-book di sailormoon.

13 novembre 2009

The imaginarium of doctor Parnassus


Per la prima volta mi son ritrovato ad andare al cinema da solo, non è propriamente il massimo però in sala c'era un film di Terry Gilliam e soprattutto l'ultima occasione per poter veder recitare Heath Ledger su grande schermo. E veder recitare Ledger ti lascia un po' di amaro in bocca perché probabilmente sarebbe stato uno dei prossimi grandi attori, quelli che fanno la storia del Cinema.

In ogni modo torniamo al film in se per se, grandioso dal punto di vista visivo (e visionario). Gilliam è forse l'unico che può competere in grandiosità scenica e concettuale con l'altro mostro sacro del cinema visionario, Tim Burton. Lo stile è naturalmente diverso, Burton è molto più legato ad una estetica gotica e nera mentre Gilliam sembra affondare la sua cifra stilistica nello stupore barocco e circense e con contrapposizioni fra moderno e retrò; in comune hanno però la capacità demiurgica di creare affascinanti e sognanti mondi alternativi. E la figura dello specchio di Parnassus è la trasposizione di questa capacità dove all'interno è la sola mente che modella e regola il mondo.

Come mio solito non dirò molto della trama, divertente però è stato l'escamotage di usare tre grandi attori per compensare la mancanza di Ledger, ogni volta (tre) che attraversa lo specchio il suo volto assume le sembianze di uno dei suoi attori-amici. Bravissimo anche il cantautore Tom Waits che nei panni del diavolo sembra quasi vestire i propri panni naturali, mi sarebbe piaciuto sentire la sua voce originale.
E' un film di quelli che giocano con lo spettatore (o almeno con quelli disposti a giocare), che ti lancia in suggestioni e non ti dice tutto ma ti lascia (sempre per chi è disposto, sia chiaro) la libertà di immaginare.

A proposito, l'immagine è la locandina inglese.


Riferimenti:
- T.GILLIAM; The imaginarium of doctor Parnassus; Can/Fr/UK/USA, 2009

09 novembre 2009

Nemico Pubblico

Senza infamia e senza lodi. Come tutti i film americani d'ambientazione retrò ha il suo fascino, forse non sfruttato a pieno, ma ce l'ha. Una prova di mestiere e come tutte le prove di mestiere si fa guardare ma, pur con le sue qualità, non credo andrà al di là della visione stagionale.


Riferimenti:
- M. MANN, Nemico pubblico, USA 2009
- La vita di Dillinger (wiki It. - wiki En.)

25 ottobre 2009

Briuuno [Bruno]


Se lo dovete vedere in compagnia accertatevi che chi è con voi sappia cosa si appresta a vedere.
Se Borat aveva scene poco, come dire, "eleganti", Bruno sembra in alcuni momenti sorpassare ogni limite della comune decenza, ma il gioco è tutto lì, estremizzare il personaggio e osservare come si comporta la gente, quella ignara ripresa nel film e quella del pubblico. Ciò che mi piace dei personaggi Sasha Baron Cohen è che le sue provocazioni escono dallo schermo e le vedi nelle reazioni in sala. Resta su tutto che l'attore è un folle capace di rischare il linciaggio pur di realizzare ciò che gli passa per la mente e deve essere così perché il valore delle sue opere sta nella gente che incontra in queste sorta di candid camera scorrette legate da pretestuose scene di fiction.
Piccolo confronto con il precedente personaggio di Sasha Cohen: nel complesso preferisco Borat, è un po' più ampio nei temi trattati e nella riuscita globale.

16 ottobre 2009

Tarantino Basterds

Era mia intenzione ampliare i miei laconici commenti su Inglourious Basterds ed in rete ho pescato questa foto con Quentin Tarantino e la bellissima attrice Diane Kruger. Inutile dire quanto mi piaccia. Inutile dire che anche in questo post non aggiungerò altro.

09 ottobre 2009

Bastardi Senza Gloria


Esistono quelli bravi e quelli consapevoli di esserlo. Tarantino ne è consapevole e si bulla di esserlo.

02 ottobre 2009

District 9


Pellicola con due registri.
La prima parte è quasi un documentario, estremamente interessante come idea e impostazione e soprattutto perché rispecchia i veri propositi di un certo tipo di fantascienza ovvero quella come metafora della realtà. Per intendenci, prendo un aspetto umano o del nostro presente, lo estremizzo mascherandolo da altro, lo ambiento in maniera tale che emerga l'idea pura senza che venga sporcata dai nostri preconcetti ed ecco l'essenza della fantascienza.
La seconda parte invece diviene troppo un film d'azione mantenendo della fantascienza solo il contenitore e l'interesse cala in maniera proporzionale ai proiettili (o raggi) usati. Per non parlare della retorica. Se non fosse diventato retorico nel finale sarebbe stato un piccolo capolavoro.

Non perdo tempo a raccontarvi la trama visto che la trovate facilmente in rete.


Riferimenti:
- N. Blomkamp; District 9; USA/NZ 2009
- Sito ufficiale italiano

02 giugno 2009

Vincere

13 marzo 2009

Watchmen


Visto, visto, visto. Soddisfatto.

Come avevo preannunciato un paio di post prima (qui), se si conosce già l'opera originaria non bisogna mettersi là a fare i puntigliosi nel cercare le differenze. E' una trasposizione su un media differente e con un pubblico più ampio e quindi è normale che qualcosa la si debba adattare, l'importante è non tradire lo spirito originario e, chechèsènedica, mi pare alquanto fedele. Certo qualche combattimento e qualche atteggiamento strafigo potevano risparmiarselo ma è il dazio da pagare per far cassetta e non rimetterci. Forse chi ha visto il film non-cosciente della graphic novel si è goduto meglio la pellicola a patto di prestare una certa attenzione ai dettagli, cosa generalmente non richiesta nelle classiche opere di ispirazione fumettistica.

Quindi non starò a dirvi le differenze, sostanziali o filosofiche che siano, con l'originale di Alan Moore, che tra l'altro si dissociò sin dall'inizio dicendo che il suo libro è impossibile da rendere al cinema, ma punterei l'attenzione sulla volontà di ricreare una scenografia anti-utopica capace di farci interrogare, attraverso estremizzazioni, su questioni prettamente legate alla natura umana. In funzione di ciò, nell'ottica della nobile fantascienza, possiamo accettare il gioco dei "se" ed entrare nelle chiavi di lettura parallele che affiancano quella puramente d'intrattenimento.

Particolarmente interessanti sono stati i titoli di testa: "scene d'epoca" ci mostrano gli albori della nascita degli eroi mascherati permettendoci il salto mentale nella dimensione di quegli anni ottanta rivisti alla luce del "se qualcosa fosse andato in maniera diversa". A proposito di scene da segnalare, il mio lato feticista è andato in visibilio per quello stivale nero nella scena di sesso (anche alquanto esplicita) fra Silk Spectre e Nite Owl, spero di trovare al più presto un'immagine da mostrare.

02 marzo 2009

Trailer Watchmen



Mi pareva strano che iniziassero a mostrare i trailer adesso se l'uscita è a Giugno.
Ed infatti l'uscita non è a Giugno. Avevo letto 3-6-09 non pensando che quei "non uniformati" degli americani scrivono mese-giorno-anno.
Quindi con sommo gaudio dovrò aspettare solo pochi giorni.
Non vedo l'ora di vederlo. Watchmen è, a ragione, una delle migliori opere del Novecento (e a detta non solo mia o di qualche gruppetto, ma di gente ben più autorevole), dal trailer sembra che la pellicola risponda abbastanza bene alle pagine originali anche se le trasposizioni non si sa mai come vengono. Non mi fisso su una riproposizione pedissequa, sarebbe anche sterile daltrocanto, l'importante sarà non tradirne lo spirito e le atmosfere.
Il genere di Watchmen (il fumetto) è la fantascienza antiutopistica (anche se l'ambientazione è negli anni '80) che prende il superoistico a pretesto per esprimere la crisi di un tipo di mondo e le sue paure. Inseribile in quel filone di fantascienza nobile che fa di un visionario futuro una metafora del presente. Andiamo a braccetto con Blade Runner per intenderci. Ora non so se la trasposizione cinematografica riuscirà a trasmettere tutte le qualità del Fumetto, ma confido molto nel materiale di partenza.


Riferimenti:
- Z. SNIDER; Watchmen; USA 2009
- Sito ufficiale watchmen the movie (ing)
- su wiki (it)
- La musica della seconda parte del trailer è "Take a Bow" dei Muse